Attività in corso

Analisi del Mercato del Lavoro Regionale e dei Fabbisogni Occupazionali

La ricerca testimonia il trend crescente, negli ultimi anni, di un avvicinamento tra mondo della formazione e realtà produttiva, pur rimanendo l’Italia fanalino di coda a livello europeo.

L’avvio e la progressiva attuazione dei nuovi metodi di raffronto/raccordo tra impresa-formazione, hanno fornito l’opportunità di un ripensamento del modo di confrontarsi e cooperare nei processi di aggiornamento e adeguamento dell’offerta formativa, nella consapevolezza che la consultazione è in grado di incidere positivamente sulla qualità dei nuovi corsi solo a condizione di perdere la valenza di mero adempimento formale e trasformarsi in un momento condiviso di analisi dei bisogni e di co-progettazione formativa.

L’OCSE (2017), attraverso la ricerca “Education at a Glance 2017: indicatori OCSE, in pubblicazione dell’OCSE, Parigi”, (https://doi.org/10.1787/eag-2017-it) riferisce che dal 2010 al 2015 l’Italia ha investito, in media, 460 milioni di euro l’anno per finanziare: i) formazione istituzionale; ii) formazione sul posto di lavoro; e iii) apprendistato. È ragionevole presumere che i corsi di formazione indirizzati ai disoccupati rappresentino una componente importante della formazione sia istituzionale che lavorativa. Pertanto, la valutazione dell’efficacia di queste iniziative e dei loro possibili ritorni economici può essere considerata una questione scientifica e politica cruciale. Nel 2013, l’Italia si è collocata nella quarta posizione più bassa tra i Paesi dell’OCSE in termini di spesa totale (fonti di finanziamento pubbliche e private) dal ciclo primario al ciclo terziario d’istruzione. Questa spesa è stata pari al 4% del prodotto interno lordo (PIL) rispetto a una media OCSE del 5,2%.

Numerosi studi misurano l’impatto sull’occupazione dei programmi di formazione professionale per i disoccupati (J. Kluve, The effectiveness of European active labor market programs, in Labour Economics, 2010, 17, 904-918; D. Card, J. Kluve, A. Weber, Active labour market policy evaluations: a meta-analysis, in The Economic Journal, 2010, 120, 452-477). Al contrario, relativamente pochi articoli trattano i loro costi e benefici (D. Card, J. Kluve, A. Weber, Active labour market policy evaluations…, cit., 467 ss.).

Lo è ancora di più in Europa e, soprattutto, in Italia. Come sottolineato da R. Perotti, F. Teoldi, Anticipare i fabbisogni: I risultati dell’indagine sulle imprese dinamiche toscane, IRPET, Firenze, 2015, a quest’ultimo manca ancora una rigorosa analisi costi-benefici dei programmi di formazione professionale.

Nasce da qui l’esigenza di rafforzare e qualificare la collaborazione tra mondo della formazione e impresa sul versante della progettazione, dando nuovo impulso al sistema delle consultazioni, raffinandone metodologie e approcci ed estendendone l’utilizzo a tutti gli ambiti di studio, compresi quelli più tecnici, che trovano nel mondo delle imprese – manifatturiere e dei servizi – il loro primario sbocco professionale.

 

 

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Cos’è “RinnovaMenti”
“RinnovaMenti” è un progetto dell’associazione temporanea di impresa composta da IAL Molise Impresa Sociale srl (capofila) e Sicurform Italia Group srl Impresa Sociale, promosso e finanziato dalla Regione Molise (D.D. n°4 del 03-01-2018).

Il progetto sperimentale prevede l’attivazione sul territorio regionale di un sistema integrato di misure di politiche attive del lavoro allineate e coerenti con la condizione specifica del lavoratore e con le esigenze dell’impresa e del mercato del lavoro. Il progetto prevede un’analisi del fabbisogno occupazionale e formativo delle imprese, misure di outplacement, accompagnamento e assistenza nella ricerca del lavoro, certificazione di competenze, percorsi formativi differenziati per target, attività di benchmarking.